Se lo stampatello maiuscolo è il primo terreno sicuro, lo stampatello minuscolo è il passo successivo: più impegnativo, più ricco, più vicino ai “libri dei grandi”.
Il bambino che passa al minuscolo ha già sperimentato la fatica della lettura, e ha scoperto che quella fatica può essere ripagata.
Con il minuscolo cambia la forma delle lettere, cambia il ritmo del testo, cambia la quantità di informazioni da gestire. La lettura diventa più fluida, ma anche più complessa.
È un po’ come quando dalla bici con le rotelle si passa a quella vera: serve un equilibrio nuovo.
Per questo, anche qui, servono storie che sostengono.
Non si tratta solo di ‘libri facili’: si tratta di libri giusti.
Libri pensati per questo passaggio, capaci di far sentire il lettore competente, capace, grande abbastanza.
Perché la bellezza, nelle prime letture autonome, non è un premio. È un alleato.
