Un libro è uno spazio in cui sostare.
Un luogo da abitare.
Una soglia da attraversare.
I libri non servono a capire, piuttosto a sentire.
I libri non danno risposte, aprono domande.
Leggere un libro non significa capire tutto.
Significa riconoscere qualcosa. A volte una frase.
A volte un’immagine. A volte solo un’emozione che resta.
Un libro rispecchia, non forza.
Ci porta dove possiamo arrivare, non dove dovremmo.
Ci accompagna fin dove siamo pronti ad andare.
I libri non portano avanti, portano dentro.
Ci chiedono di sostare, di riflettere.
Come si fa negli spazi che si abitano, non in quelli che si attraversano in fretta.
Riflettere su che cosa sono i libri non è un esercizio teorico. Pensare ai libri in questo modo cambia anche il modo di leggerli.
Leggere insieme aiuta a riflettere, a prendersi tempo, a stare, e può diventare un’esperienza che aiuta ad andare oltre il libro. Anche per un bambino.
